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7 ottobre 2021: dormitorio di aironi guardabuoi?

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  7 ottobre 2021 Rapido giro di prima mattina.   Da lontano: una serie di macchie bianche su un paio di alberi. La zona? A ridosso del lato nord di Villa Mirabello, il boschetto situato in corrispondenza della fontanella e di quello strano manufatto che ricorda una croce legata alle pestilenze.     Il binocolo - puntato in origine a mirare le montagne in lontananza - rivela che si tratta dei nostri aironi guardabuoi. Dato l'orario - circa le 7.15, ora solare -, questo raduno ha tutta l'aria di essere un dormitorio notturno. Molte specie trascorrono le notti assieme (tipico per gabbiani o cornacchie) nel periodo invernale in particolare. E' una strategia che ha varie ed intuibili finalità.     Ingrandendo l'immagine, si possono contare 40 esemplari.     Da seguire: per i conteggi invernali delle specie acquatiche, potrà essere un dato importante. Non solo: una costante presenza invernale potrebbe essere (è successo in diverse zone dell'area padana,...

Vita da girini di rospo smeraldino: diario della settimana (31 maggio-6 giugno 2021) - parte prima

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  31 maggio 2021: ora e sempre salvate il soldato girino "Roba da scarpe a 6 tacchetti", mi viene da pensare. Memorie da pedatore: le scarpe menzionate sono equipaggiamento per giornate con il terreno non già allentato ma in condizioni più prossime a quelle di un acquitrino. In ossequio al profilo costante (e spesso basso) che contraddistingue le mie giornate, non ho mai usato le scarpe a 6: sempre e comunque i 13 tacchetti per il sottoscritto. Lo scenario, oggi, non è però un campo per i classici 22, più la terna arbitrale: è il recinto per l'equitazione, posto sotto Villa Mirabello. L'allarme è partito già il giorno prima (30 maggio): la pozza si sta asciugando, impietosamente. La prima soluzione sconfina nell'impossibile. una catena umana coi secchi per portare rifornimenti (leggasi acqua) dal vicino Lambro. La distanza, almeno 200 metri, fa abbandonare qualsivoglia velleità: occorrerebbero almeno un centinaio di persone. Col rischio, va da sé, di ritrovarsi il...

I murun fa(seva)nn l'üga ovvero gelsi al Parco

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La mappa (figura 1, carta del Brenna, foglio Carate, circa 1850) mostra un tipico paesaggio della pianura lombarda ancora visibile molti decenni fa. Siamo nell'allora Comune di Cascina Aliprandi, successivamente unito a Lissone. La freccia indica il simbolo cartografico della vite.      Come si può notare - ad esempio, nella zona cerchiata -, i filari di vite sono intervallati da altri filari. Si tratta della tipica piantata padana. Gelso (murun nella nostra favella lombarda) e vite: ci spiegano gli esperti che il gelso favoriva il sostegno dei tralci. Non solo, l'annuale sgamollo dei gelsi per recuperare le foglie per il baco da seta, evitava alle piante di vite di soffrire per l'ombreggiatura degli alberi vicini. Ne guadagnava la maturazione dell'uva. E ne guadagnava l'economia locale. E, anche, la nostra parlata che si riempiva di termini, detti e motti. Su tutti, il classico "A Milan, anca i murun fan l'üga". Oppure il termine pelabrocch, che deriv...