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A proposito di borre (parte prima)

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Argomento di grande interesse, credo. Dedichiamogli qualche nota. Pallottole formate da peli, penne, piume, parti di scheletri, resti di insetti e altro materiale: così vengono generalmente descritte le borre. A produrle, molte specie di uccelli, soprattutto i rapaci, che espellono in questo modo, attraverso il becco, ciò che risulta indigeribile. Questi reperti hanno un loro pubblico di appassionati collezionisti. Non solo, hanno anche una funzione scientifica: ci permettono di conoscere la dieta di molte specie, e di ricavare così importanti dati ecologici. In non pochi casi, costituiscono una modalità per raccogliere informazioni sui piccoli mammiferi (arvicole e toporagni, ad esempio) presenti in un’area.     Le borre dei rapaci notturni e diurni presentano alcune differenze – vedi foto: confronto tra una borra di allocco e una di sparviere –. Le borre dei notturni (gufi, civette e affini) hanno aspetto più untuoso, sono più solide e presentano numerose ossa intere. I rapa...

Se vi manca il parco di Monza - parte 11: La Collinetta di Vedano (cap. 2)

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  Il nostro Parco è chiuso per l'emergenza. Ci manca. E allora: una serie di testi e immagini per alleviare la nostalgia. "Se non ne trovo una entro una mezz'ora, chiudo tutto: basta natura!", così, più o meno, il Marco Paleari, alcuni lustri fa. Guardia Ecologica Volontaria (GEV), il nostro: in servizio per il Parco Regionale Valle del Lambro. Il luogo: un bosco, anzi una pineta, se la memoria non mi tradisce (in realtà, non ero presente). Oggetto della ricerca: le borre. Il termine indica delle pallottole che molte specie di uccelli rigurgitano dal becco, nel corso dei processi digestivi. I pennuti non hanno una dentatura. Nel loro ventriglio (sorta di stomaco), il cibo arriva in modo diretto, ovvero senza essere oggetto di una vera masticazione. Nel ventriglio, il cibo viene triturato; all'interno, si forma la pallottola (borra) di cui sopra. Che conterrà le parti che l'animale non assimila: peli, piume, ossa... Il tutto verrà emesso dal becco. Non si tratt...

9 febbraio 2020 - tra picchi e dintorni

Uscita al Parco questa mattina. Obiettivo: indagini sui picchi. Percorso un transetto che ha tagliato buona parte dell'area. Bottino non malvagio. Picchio verde: 8 individui. Picchio rosso maggiore: 4 individui. Ma il protagonista è sempre lui: il picchio nero. Specie un tempo confinata nelle aree montane, da qualche anno ha esteso il suo areale anche nei settori di pianura. E lo scorso anno ha nidificato per la prima volta nel Parco di Monza. Oggi osservata una coppia in attività, con comportamento marcatamente territoriale. Visto anche un bello sparviere: una femmina, con buona probabilità. Specie sempre affascinante, e non facile da contattare. Per finire: la garzaia, termine che indica una colonia ovvero un gruppo di nidi di aironi. 4 nidi attivi: non male. Sempre nello stesso posto. Matteo Barattieri