Lavori all’autodromo di Monza: la storia infinita
Che il Parco di Monza rappresenti un bene ambientale di inestimabile valore da tutelare con efficacia e senso di responsabilità è cosa nota a molti: basta fare una passeggiata, addentrarsi per i prati o i boschi e si scopre un mondo ricco di sorprese, dalla vegetazione all’avifauna, dagli insetti ai mammiferi. Succede che l’osservazione, talvolta, sia accompagnata da un rombo di motori, non propriamente gradevole, proveniente dall’autodromo…già perché le gare non si limitano al Gran Premio di formula 1 ma debordano anche in altre occasioni con un calendario tutt’altro che ridotto. Non mi addentro nel livello dei decibel, peraltro diminuito rispetto al passato, ma il problema esiste ed è rilevante. GP e gare motoristiche varie impongono adeguamenti del circuito alle odierne esigenze e ciò comporta inevitabilmente un’erosione progressiva del territorio e delle sue caratteristiche naturalistiche. Ad alcuni il fatto che l’autodromo sia stato assurdamente collocato in un Parco storico ...