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PRESENZE INASPETTATE

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 Correva il mese di novembre del 2021 quando l’indimenticabile Matteo Barattieri propose, a chi voleva cimentarsi nell’impresa, un censimento degli aironi guardabuoi presenti nel Parco. Ci trovammo in un gruppo piuttosto numeroso ed il buon Matteo assegnò ad ognuno di noi un’area in cui avremmo dovuto contare questi simpatici uccelli. Trovate il resoconto del conteggio proprio qui su “Tracce di natura”. Il monitoraggio rivelò una quantità sorprendente di questi ardeidi che scelgono il Parco come luogo di sosta e di alimentazione. Tutt’altra zona di Monza: anno 2025. Sul retro del residence Cantalupo, a pochissima distanza dal trafficatissimo viale delle Industrie, sempre percorso da un traffico continuo e convulso, si trova un bellissimo prato cinto da vegetazione arbustiva. Più volte vi ho osservato i conigli selvatici che si alimentano tra l’erba e trovano tra gli arbusti che delimitano il prato una utilissima zona di rifugio. Anche l’avifauna non manca: ho visto una bellissi...

UNA PRESENZA SORPRENDENTE

  un articolo del nostro Edo Melzi, che ringraziamo UNA PRESENZA SORPRENDENTE Faccio eco al bell’articolo di Matteo per evidenziare altre caratteristiche di questo superpicchio, il nero appunto, che affascina, stupisce e sorprende. Devo dire che quando ho saputo della sua nidificazione nel Parco sono rimasto letteralmente sbalordito. Il nero, infatti, come già sottolineato da Matteo, è un tipico abitatore delle foreste estese, dotate di un numero significativo di grandi alberi, anche marcescenti, in cui il nostro scava crateri a scopo alimentare e, aspetto importante, un bel foro per la nidificazione. Di conseguenza un volatile esigente, che non si accontenta di poco. Proprio per questo nidifica su tutto l’arco alpino, dalla Valle d’Aosta al Friuli, dove trova un ambiente favorevole. Sull’Appennino è presente, ma più localizzato. Si rinviene, infatti, nell’Appennino tosco-emiliano, nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, in Sila e in Aspromonte. Conseguentemente ci si potreb...

LO SCRICCIOLO… DOVE NON TI ASPETTERESTI DI VEDERLO

Riprendiamo il blog, dopo lunghissimo tempo. La speranza è di riuscire a tenerlo vivo qui un testo di Edo Melzi   Il tratto di Lambro appena a valle del ponte di via Azzone Visconti si rivela un luogo interessante per le osservazioni ornitologiche, nonostante appaia, nel complesso, piuttosto degradato. Giovedì mattina, 8 dicembre, attorno alle 10.00, ho avuto la possibilità di vedere uno scricciolo: questo affascinante e simpatico uccellino, uno dei più piccoli dell’avifauna italiana- non supera i 10 centimetri- predilige le aree con fitto sottobosco dove trova rifugio e protezione. E’ caratterizzato dal fatto di tenere costantemente la coda eretta e ha un piumaggio color nocciola. Saltellava fra la vegetazione ripariale, muovendosi con sorprendente agilità. Il fiume si conferma un’area vitale per la popolazione ornitica, anche nel tratto cittadino.

9 febbraio 2014 – E il Parco disse 103 anzi 99

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  Foto: Mario Cerchiai La recente osservazione di merlo acquaiolo aveva portato a 102 il numero delle specie di uccelli osservate nel Parco. O a 98, se escludiamo i cosiddetti aufughi. Questo termine si riferisce a quelle specie di origine domestica che frequentano il nostro territorio in condizioni semiselvatiche o semidomestiche. Le liste ufficiali delle specie italiane, redatte dagli esperti del settore, non le considerano come appartenenti alla nostra avifauna; a loro viene appunto riservato un capitolo a parte. Sulla colonna di sinistra trovate il lavoro presentato al Convegno italiano di Ornitologia del settembre 2013, “25 anni di ornitologia al Parco di Monza", nel quale è stato fatto un bilancio sulle specie censite nell’ultimo quarto di secolo nel nostro Parco. La lista presentata si fermava a 97 specie, 101 se consideriamo anche gli aufughi (ovvero i semidomestici). Il merlo acquaiolo recentemente segnalato porta il numero a 98 (o 102, vedi sopra). Insomma, uno non fa in...