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Se vi manca il parco di Monza - parte 13: Unter den Linden in salsa monzese

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  Il nostro Parco è chiuso per l'emergenza. Ci manca. E allora: una serie di testi e immagini per alleviare la nostalgia. Per tutti o quasi, è un gradevole benvenuto che il Parco ci regala quando entriamo da Porta Monza. Per tanti corridori è il punto di partenza e di ritrovo per le sgambate. Ed è luogo di appuntamento per tante iniziative. E' il Viale dei Tigli. Unter den Linden: letteralmente "Sotto i tigli" (die Linde, femminile, è il tiglio in tedesco). La strada più famosa di Berlino. Il nostro Viale dei Tigli al Parco non ha niente da invidiare alla - più nota - via berlinese. Anzi. Spiegava il bravo Giorgio Buizza - agronomo, autore di tanti progetti sulle alberature del Parco, e direttore negli anni '80 del Parco per un breve periodo - che il nostro viale summenzionato ha molte più piante di tiglio rispetto alla versione tedesca. Gli alberi di tiglio sono disposti in più filari paralleli. La visione ha un tocco di monumentalità, ma discreto come si deve ai...

Se vi manca il parco di Monza - parte 12: Per chi ronzano le api

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Il nostro Parco è chiuso per l'emergenza. Ci manca. E allora: una serie di testi e immagini per alleviare la nostalgia. Esistono abitanti (quasi) invisibili nel nostro Parco. Invisibili ma utili, anzi fondamentali: le api su tutti. Da tempo, si parla del problema delle api, la cui popolazione è in drammatica diminuzione. Non vado oltre. Anche il Parco ha i suoi apiari. Il termine apiario indica un insieme di arnie, piazzate in un'area. L'apicoltore non può collocare i suoi apiari dove vuole. Devono essere rispettati dei protocolli fissati dalla legge. Le disposizioni tengono conto della salute degli animali - le api sono piuttosto delicate -, di problematiche di igiene alimentare, e della sicurezza delle persone. Il titolare terrà ovviamente conto delle fioriture, e di altri aspetti: presenza di acqua (vitale per le api), assenza di ostacoli (le api devono poter avere a disposizione spazi aperti intorno all'arnia, almeno sul lato dell'ingresso dell'arnia), espos...

Se vi manca il parco di Monza - parte 11: La Collinetta di Vedano (cap. 2)

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  Il nostro Parco è chiuso per l'emergenza. Ci manca. E allora: una serie di testi e immagini per alleviare la nostalgia. "Se non ne trovo una entro una mezz'ora, chiudo tutto: basta natura!", così, più o meno, il Marco Paleari, alcuni lustri fa. Guardia Ecologica Volontaria (GEV), il nostro: in servizio per il Parco Regionale Valle del Lambro. Il luogo: un bosco, anzi una pineta, se la memoria non mi tradisce (in realtà, non ero presente). Oggetto della ricerca: le borre. Il termine indica delle pallottole che molte specie di uccelli rigurgitano dal becco, nel corso dei processi digestivi. I pennuti non hanno una dentatura. Nel loro ventriglio (sorta di stomaco), il cibo arriva in modo diretto, ovvero senza essere oggetto di una vera masticazione. Nel ventriglio, il cibo viene triturato; all'interno, si forma la pallottola (borra) di cui sopra. Che conterrà le parti che l'animale non assimila: peli, piume, ossa... Il tutto verrà emesso dal becco. Non si tratt...

Se vi manca il parco di Monza - parte 10: La Collinetta di Vedano (cap. 1)

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Il nostro Parco è chiuso per l'emergenza. Ci manca. E allora: una serie di testi e immagini per alleviare la nostalgia. Ognuno ha, come si dice, i riferimenti culturali che si merita. Correvano gli anni '70. Impera l'olandesite. Ve li ricordate, immagino: Cruijff, Neeskens, Rensenbrink, Van Hanegem. La grande nazionale olandese: quelli che rivoluzionarono il calcio. Non è questa la sede, va da sé. Ma io inviterei a recuperare filmati della Grande Ungheria anni '50. O a ripassare la storia della pedata, concentrando l'attenzione sui grandi tecnici anni '20 e '30 della comunità ebrea di Vienna e dintorni. Si scoprirebbero altri interessanti rivoluzionari. "Dai, ragazzi, di corsa su e giù per la collina...", incitavo i fanciulli delle settimane verde estive al Parco, qualche tempo fa. Eh, sì: all'epoca - i summenzionati anni '70 -, ero rimasto colpito da quella che - chissà - magari era una leggenda metropolitana: i giocatori dell'Ajax (pr...

Se vi manca il Parco di Monza - parte 9: Su e giù per i tronchi

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Il nostro Parco è chiuso per l'emergenza. Ci manca. E allora: una serie di testi e immagini per alleviare la nostalgia Foto di: Alfio Sala e Giovanni Fontana (dal blog CROS Varenna) E’assai mimetico e, conseguentemente, non facile da osservare. Ha un cugino diffuso sulle Alpi e sugli Appennini al quale assomiglia moltissimo. E’agile, vivace, perennemente in movimento. Ha un becco sottile, allungato. Ha un piumaggio poco appariscente che si confonde con i tronchi sui quali passa la maggior parte del tempo. Avrò suscitato la curiosità di molti con questa carta d’identità iniziale ed effettivamente il piccolo volatile di cui vado a parlare non è conosciutissimo, se non in ambito strettamente ornitologico. Si tratta del rampichino comune (Certhia brachydactyla), indefesso perlustratore di tronchi che percorre incessantemente. Il colore, un misto di striature grigie e brune, risulta decisamente poco vivace anche se armonioso nella sua uniformità. La caratteristica peculiare di questo vo...

Se vi manca il Parco di Monza - parte 8: Per favore non spernacchiarmi sul collo

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  Il nostro Parco è chiuso per l'emergenza. Ci manca. E allora: una serie di testi e immagini per alleviare la nostalgia "Potenzialmente, il Parco potrebbe ospitare 12-15 specie di pippi", così il Massimo Favaron, grande naturalista e compagno di non poche avventure sul campo. Ci manca il Favaron, ormai da tanti anni trasferitosi in quel del Parco dello Stelvio. Pippi? L'espressione è, più o meno, gergale. Indica i chirotteri, per il volgo pipistrelli. Il pensiero va a storie di vampiri. E, immancabile, al romanzo capolavoro Dracula di Bram Stoker. Vampirismo: confesso una attrazione per il tema. Avvezzo a dormire poche ore la notte, attribuisco il costume, per i più inusitato, ad una sorta di versione di vampirismo, personale e sui generis.  Il Parco, diceva il summenzionato Massimo "il dott" Favaron (esperto del settore), potrebbe ospitare un numero non indifferente di specie di pipistrelli. A favorire questo gruppo di mammiferi, le estese porzioni a bosco...