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30 novembre - 6 dicembre 2020 Una settimana al Parco

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  La copertina spetta, diritto acquisito, alla neve. Non propriamente Generale Inverno. Ma la contenuta spolverata, immediatamente smorzata nelle sue intenzioni dalla pioggia, ha fatto la sua parte. La data è il 2 dicembre. Qualcuno dei nostri fotografi ga mett la sciresa (per gli allofoni, "mette la ciliegina" su una torta ideale). Massimo Rizzoli (Mafolo, in arte) conferma la sua affezione per il Laghetto. Assenti ormai cronici i cigni, è un gabbiano comune a far la sua porca figura. L'istantanea è un gioiellino.     Werner Klopf mostra le caratteristiche della nevicata: fiocchi grossi ovvero poche speranze, commenterebbe l'appassionato fondista che è in noi e che spera di rinnovare fasti sciistici del passato.     Anche l'immagine di Werner è stata scattata al Laghetto. E stimola la memoria del sottoscritto a riprendere belle storie di neve, e di neve monsciasca. Ma sa diss? Presto, su questi schermi. Venendo a cose meno poetiche, è la settimana del rally. La...

3 dicembre 2020 Tracce nella neve

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2 dicembre 2020: nevica. Ma paghiamo ovvio tributo ai mutamenti climatici. Scende neve umida, che si fa subito nevischio e, in parte, pioggia. Qualche obiettivo, sicuro come l'oro, si sarà scatenato al Parco. Impegni mi impediscono di essere della partita. Nessuna velleità fotografica, intendemass, per il sottoscritto. Neve, nella fattispecie, significa la possibilità di cercare tracce sul terreno: impronte e piste, e magari altro. Il 3 dicembre, una puntata in loco. Al solito, facciamo parlare il taccuino di campo, immancabile compagno di avventure, integrato dalla matita, che - come da copione impresso nella mente dalle giornate universitarie del tempo che fu - è unico strumento di scrittura ammissibile ("la matita scrive sempre: pioggia, neve (appunto n.d.r.), o sole che sia").     Ecco il taccuino: "il manto di neve è molto discontinuo... è presente solo nei settori ad esposizione favorevole... è comunque poco spesso (1-3 cm) e non è compatto ma irregolare, con a...

12 novembre 2020 Quei filari ad aceri lungo la vecchia Pelucca

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E' l'11 novembre 2020. Arriva una segnalazione, da parte di una assidua frequentatrice del Parco. Andiamo con ordine. A nord della Cascina Frutteto, si trovano due filari di aceri. Tra le due file di piante è localizzata una stradina sterrata. Questo luogo ha una storia non da poco. La stradina citata corre lungo una parte del vecchio tracciato della Roggia del Principe.     Lamenta, la mia interlocutrice che "le piante sono danneggiate, ci sono rami per terra, tronchi... sono malate!?". Tranquillizzo subito la signora. Non mi risulta che gli aceri in oggetto siano malati o morti. Nei giorni scorsi, in effetti, avevo visto delle cataste di rami. Facile immaginare si tratti di materiale abbattuto dal fortunale della fine di agosto. La questione, però, è intrigante. E merita un sopralluogo apposito. Più che altro per verificare la effettiva entità dei danni in questa zona, dove in realtà nessuna pianta è stata abbattuta dalle intemperie. Il 12 novembre, va da sé, sono s...

23-29 novembre 2020 Diario della settimana

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  Istantanee e notizie dal nostro Parco. Il martin pescatore è sempre molto gettonato. La foto (25 novembre) è di Mario Maino, uno dei nostri inviati speciali sul campo.      Arrivano i primi sasselli. 25 novembre 2020. Ancora Mario Maino con una bella immagine: notare il piumaggio. E la caratteristica fascia di color rosso sotto l'ala. La zona? Un classico: l'area della Cascina Cernuschi, dove i sasselli sono spesso imbrancati con gli storni in questa fase dell'anno.     Foto di copertina? Potrebbe essere questa di Massimo Rizzoli, in arte Mafolo. Massimo fa del Parco un laboratorio per esperimenti e giochi con l'obbiettivo.      Ecco il commento di Mafolo alla sua immagine del 24 novembre: "Buon mattino Amici. Appena rientrato dal nostro splendido parco. Oggi foto da sdraiato per osservare la luce e le ombre. Alcune foto per voi...  anche degli esperimenti. Sec. 1,30 f. 22  14mm.  ISO 64". Le note tecniche ci vogliono: il nos...

Tra pedali e calabroni

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  14 novembre 2020 ♫♫♫ I found a picture of you, o-o-oh, o-o-oh Well it hijacked my world at night To a place in the past we've been cast out of, o-o-oh, o-o-oh Now we're back in the fight ♫♫♫ Al Parco, ma solo praticando attività sportiva, bici o corsa su tutto. E rigidamente in solitaria. Così vogliono disposizioni governative anti-covid e, va da sé, buonsenso. La bici non è mezzo ideale per girare in natura, almeno per il sottoscritto. Meglio il classico e intramontabile Cavallo di San Francesco, che permette di interagire in continuum col circostante, tra osservazioni, note per il taccuino, e magari qualche foto. Ma, alla fine, l'uomo è specie adattabile. O, se non lo è troppo, impari ad esserlo. ♫♫♫ We're back on the train, yeah (ho-ah) O-oh, back on the chain gang (ho-ah) ♫♫♫ Tuttavia, qualche fermata prolungata (un poco) oltre misura si impone. Sfumati, e di molto, addentellati estetici - mentre i più traggono emozioni e stupore (e immancabili istantanee) dalla v...

Il ritorno del castoro

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  Il castoro torna in Sudtirolo, dopo 400 anni. 10 novembre 2020 Avvistamento in Pustertal/Val Pusteria. Chissà se un giorno tornerà anche nella nostra Brianza. Ricordo che secondo alcune interpretazioni il termine Bevera con cui sono denominati alcuni affluenti del Lambro sarebbe da collegarsi al tedesco Biber (cfr. inglese beaver), termine che significa appunto castoro. Nella memoria storica locale non troppo lontana, si parlava invece della lüdria - termine che vale l'italiano lontra -, che abitava il nostro territorio fino a non tantissimo tempo fa. Qui l'articolo Pustertal: Ritorno del castoro