Post

Maggio 2009 - La grande migrazione della Vanessa del Cardo

Immagine
  Lo so, le foto non sono delle migliori. Diciamo pure che fanno schifo. Del resto, il sottoscritto non ha particolare dimestichezza con obbiettivi e inquadrature. Neppure mi interessa averla; l’istantanea è per me mero strumento, funzionale a documentare. Meglio lasciar fare ad altri, nel solco del più classico “ogni ofelee ul so mestee”. Le immagini che trovate qui sono state scattate il 24 maggio in Valle della Nava, su a Casatenovo. Gli scorsi giorni l’intera area padana, più o meno, è stata investita da una grande migrazione di farfalle. Il fronte è molto ampio, dal Vercellese fino a Trieste. I più attenti avranno forse notato, su prati e aiuole, la presenza di questi animali. Si tratta della Vanessa del Cardo ( Vanessa cardui ). Alcuni esperti spiegano che una migrazione di così grande portata non si vedeva da decenni. Dopo essere nate in Nord Africa, le farfalle prendono la via dell’Europa. Qualcuno ha provato a fare una stima. Il numero degli esemplari che sono passati è da...

Maggio 2009 - Il bosco di maggio

Edo ci ha inviato questo suo contributo. Il "bosco dei picchi" di cui parla si trova a nord di Cascina Frutteto, sede della Scuola di Agraria del Parco di Monza. Il nome è stato coniato da Alberto Confalonieri. Un grazie a Edo. Il bosco di maggio di Edo Melzi ORE: 17.55- 18.20 Arrivo al bosco dei picchi e mi dirigo al solito punto di osservazione ( una sorta di piccola radura situata al centro del bosco). Nel grande prato che separa la cascina Frutteto dall’area boschiva faccio alzare in volo folti gruppi di storni che cercano il cibo tra l’erba tagliata di fresco. Stupisce il rigoglio della vegetazione, favorito dalle abbondanti precipitazioni invernali e dalle frequenti piogge primaverili. L’aria profuma di erba e di fiori e giunge a folate l’inconfondibile odore dell’aglio ursino in piena fioritura. Le foglie sui rami rendono più difficoltosa l’osservazione degli uccelli, ma si sente nitidamente il richiamo del picchio rosso maggiore, comune in questo bosco. Si odono inolt...

14 e 21 marzo 2009 - Notti da civette

Immagine
  Il prologo Ogni due anni, dal 2005. L’intervallo di tempo ha la lunghezza di un amen ma tanto è bastato per creare una tradizione. La Notte della Civetta edizione italiana è alla sua terza puntata, ma ha ormai acquisito rango di rito e appuntamento fisso. E ha i suoi bei primati. Uno è tutto monsciaco. Monza si è portata a casa nel 2005 e nel 2007 il primo posto per numero di iscritti. Alla faccia di più o meno sincere professioni di modestia e di un volare basso, che dovrebbe accompagnare il nostro cammino in questa valle di lacrime, non ho pudori nel dire che tengo, e maledettamente, al primato. Wharoliano quarto d’ora di celebrità? Spirito di competizione? Non direi. Più precisamente, siamo dalle parti di una miscela – fate voi le dosi – di italico campanilismo e di affetto per il nostro Parco. “Anche quest’anno vuoi puntare al primato?”, chiede Alberto, con l’ironia mica tanto sottintesa della domanda retorica. La preparazione dell’evento viene pompata come si deve, utilizzan...

14 marzo 2009 - Verso la Notte della Civetta 2009

Immagine
  Foto: Edoardo Viganò Tutto pronto per questa sera. Una valanga di iscrizioni, al solito, ha contraddistinto le due passate settimane. In tanti, tantissimi hanno chiesto di partecipare. Abbiamo in tutto 210 iscrizioni confermate, che ci hanno obbligati a replicare settimana prossima, il 21 marzo. E 20 - 30 persone sono in lista di attesa, pronte ad approfittare di eventuali rinunce. E anche oggi, altre telefonate e messaggi di posta elettronica. La Notte della Civetta viene organizzata in Europa ogni due anni, a metà marzo. I partecipanti avranno la possibilità durante le escursioni di ascoltare i rapaci notturni, la piccola civetta in primo luogo. I 150 partecipanti di questa sera saranno divisi in gruppi e potranno anche assistere ad una presentazione con immagini presso la Scuola di Agraria del Parco di Monza, coorganizzatrice per l'edizione monsciasca insieme a Centro Ecostudi ONLUS e Comitato per il Parco di Monza. A livello nazionale coordinano l'iniziativa il Gruppo Ita...

primi frutti del corso di birdwatching...

  ...ovvero, il gusto della scoperta! Ieri, sabato, la "truppa" del primo corso di birdwatching che si tiene presso la Scuola Agraria del Parco di Monza si è misurata con gli uccelli che frequentano gli ambienti circostanti la cascina Frutteto. Le magie dei nostri amici alati non si sono fatte attendere. Dopo un assaggio a base di merli, passeri e cornacchie in esplorazione presso la piazzola di compostaggio e l'orto terapeutico, binocoli e cannocchiali si sono fissati su un bellissimo fringuello in canto (sgargiante la striscia verde sul groppone), un codirosso spazzacamino e sul primo di una serie di almeno 3 picchi verdi. Lo spettacolo è da manuale. Nella stessa inquadratura, il maschio e la femmina fanno bella mostra di sè a terra, vicino ad una staccionata. Si vedono le differenti colorazioni del mustacchio. Sarà affascinante, dopo l'involo degli animali, avvicinarsi all'area di pastura, e trovare gli escrementi lasciati a terra. Le taccole che sorvolano voci...

domenica 18 gennaio 2009

Immagine
  La neve si scioglie, prima sui viali e quindi, lentamente, nei prati. Prosegue quindi per molti animali un periodo difficile nel quale procacciarsi il cibo è cosa ardua. Gli scoiattoli sono tra questi; non andando in letargo, sono particolarmente attivi in queste settimane (e il visitatore mediamente attento non avrà molte difficoltà ad individuarne un po' ovunque) alla ricerca delle scorte alimentari accumulate nei mesi si abbondanza in dispense che poi, spesso dimenticate, costituiscono un importante sistema di disseminazione per le specie vegetali dei cui frutti questi animali si nutrono. Susanna ha catturato una bella immagine di due dinamici individui avventuratisi direttamente sul manto nevoso. Buona fortuna !  

Foto curiose

Immagine
  Ieri mattina, durante una passeggiata non lontano da Porta Monza, la combinazione di neve e sole mi ha reso particolarmente facile l'osservazione di animali che, da soli o in gruppo, erano all'affannosa ricerca di alimenti. Vi propongo due immagini, la prima relativa a due curiose cinciarelle, la seconda che ritrae un codibugnolo (di un gruppo formato da almeno una dozzina di esemplari) intento a prelevare gli essudati zuccherini di una pianta. Pettirossi, cardellini, merli e fringuelli si contavano poi a dozzine, impressione derivante probabilmente dal fatto che i poveretti si concentravano nelle zone parzialmente libere dal manto nevoso. In fervente attività anche picchi rossi e scoiattoli.