Dopo una lunga interruzione, si riprende a scrivere su “Tracce di natura” ma non sarebbe possibile farlo senza il ricordo, che resta vivo e affettuoso, di due straordinari naturalisti e amici che ci hanno lasciato! Il primo è Matteo Barattieri a cui si deve l’invenzione di queste pagine dedicate alla natura del Parco e agli animali e piante che lo popolano, rendendolo vivo e attraente. Matteo conosceva il Parco come le sue tasche e l’aveva percorso in lungo e in largo, esplorandone tutti i recessi. Dotato di uno stile di scrittura originale e sciolto (basta leggere i numerosissimi articoli da lui scritti proprio qui), Matteo era anche una guida impareggiabile che sapeva appassionare e motivare. Ricordo, come fosse oggi, le sue telefonate in cui proponeva iniziative coinvolgendomi con efficacia e delicatezza. Come dirgli di no? Impossibile… E’ stato anche una delle colonne portanti del Comitato per il Parco di Monza che continua la sua azione in difesa del compless...
Che il Parco di Monza rappresenti un bene ambientale di inestimabile valore da tutelare con efficacia e senso di responsabilità è cosa nota a molti: basta fare una passeggiata, addentrarsi per i prati o i boschi e si scopre un mondo ricco di sorprese, dalla vegetazione all’avifauna, dagli insetti ai mammiferi. Succede che l’osservazione, talvolta, sia accompagnata da un rombo di motori, non propriamente gradevole, proveniente dall’autodromo…già perché le gare non si limitano al Gran Premio di formula 1 ma debordano anche in altre occasioni con un calendario tutt’altro che ridotto. Non mi addentro nel livello dei decibel, peraltro diminuito rispetto al passato, ma il problema esiste ed è rilevante. GP e gare motoristiche varie impongono adeguamenti del circuito alle odierne esigenze e ciò comporta inevitabilmente un’erosione progressiva del territorio e delle sue caratteristiche naturalistiche. Ad alcuni il fatto che l’autodromo sia stato assurdamente collocato in un Parco storico ...
Viva i corsi d’acqua: incrementano notevolmente la biodiversità sia nei parchi che nelle zone agricole; rogge, fiumi, torrenti, laghi o paludi che siano, si tratta di luoghi in cui fiorisce la vita in forme diversificate e originali. Pesci, insetti, uccelli, anfibi, non potrebbero esserci e riprodursi senza l’elemento liquido. Il nostro Parco è attraversato dal fiume Lambro e da rogge: martin pescatore, airone cenerino, gallinella d’acqua, germano reale, anatra mandarina sono protagonisti indiscussi di questi ambienti preziosi. Certo ci sono anche specie alloctone (provenienti da ecosistemi tipici di altri continenti) in rapido incremento e ciò produce danni senza dubbio rilevanti: pensate alla presenza invasiva della nutria, grosso e ingombrante roditore, diventato molto comune. Ma questo argomento meriterebbe un approfondimento a margine. Talvolta succede di poter osservare interessanti presenze ornitiche anche nel tratto cittadino del fiume, in prossimità di arterie molto f...
Commenti
Posta un commento